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lunedì 23 ottobre 2017

Abe Sapien - Il mistero dell'acqua (2008)

Il prossimo 15 febbraio uscirà nelle sale italiane The Shape of Water, ultima fatica di Gulliermo del Toro. Chi ha avuto il piacere di gustarsi il trailer, avrà notato una certa somiglianza con la creatura del film e Abe Sapien, personaggio legato all'universo di HellBoy creato da Mike Mignola.
Non è ancora chiaro se la somiglianza con Abe faccia di The Shape of Water uno spin-off di HellBoy, fatto sta che questa peculiarita della pellicola mi ha incuriosito a tal punto da recuperare la serie a fumetti dedicata interamente alla creatura marina.

Edita ovviamente dalla Dark Horse, Abe Sapien debutta nel 2008 con una storia che porta per la prima volta in azione Abe in solitaria, dopo che alcuni problemi in Cina lo avevano tenuto totalmente fuori dalle tipiche avventure di HellBoy.
Le storie sono quasi tutte scritte da Mignola, mentre i disegni sono affidati Jason Shawn Alexander. La prima run intitolata The Drowning, si apre appunto con Abe che riceve un incarico dal professor Bruttenholm. La creatura acquatica si troverà a fronteggiare uno strano spirito che continua a reincarnarsi dall'alba dei tempi, che per un caso non troppo fortuito finisce sull'isola di San Sebastiene, da qui si innescano tutta una serie di eventi che porteranno Abe a scoprire sempre di più sullo spirito e in maniera trasversa anche sé stesso.

Mi ha colpito molto la rappresentazione dell'isola, di evidente denominazione francese, che ricorda non troppo velatamente Mont Saint-Michel, una piccola isola della francia che somiglia molto al luogo della vicenda e che nasconde anche essa una storia travagliata e al limite del paranormale.

La storia è in pieno stile Mignola. La struttura è tipica, ma nonostante gli stilemi che hanno reso celebre il creatore di HellBoy, la trama non risulta ripetitiva.
Abe è raccontato magistralmente e con l'avanzare delle tavole scopriamo sempre di più su un personaggio talvolta trascurato. Le insicurezze dell'anfibio vengono a galla in un tetro dialogo con se stesso che accompagna tutti i numeri della run, in cui Abe è combattuto tra il suo coraggio nascosto e la sua tipica prudenza.



I disegni di Alexander sono molto ben curati, soprattutto quando sulla tavola compaiono gli spiriti.
Ho sempre apprezzato l'universo di HellBoy perché a differenza di tanti altri riesce ad essere sempre coerente, anche dal punto di vista grafico, con le dovute eccezioni.

Ovviamente, almeno da quello che si evince nel trailer, The Shape of Water avrà poco a che vedere con l'universo narrativo riguardante il diavolo rosso, sebbene l'attore che ha interpretato Abe in HellBoy è lo stesso che interpreterà la creatura acquatica nel film di Del Toro. Mi incuriosisce comunque la scelta del regista di utilizzare un personaggio che esteticamente ha già diretto, un'autocitazione che sono sicuro farà parlare di sé.

Abe Sapien in Italia è stato pubblicato da MagicPress nel formato in cui trovate anche le storie di B.R.P.D. e HellBoy. Il primo volume è intitolato Il mistero dell'acqua ed è disponibile su Amazon e se siete fortunati come me anche nella vostra fumetteria di fiducia!




domenica 11 ottobre 2015

John Hays - Brutti, Sporchi e Cattivi

Sine Internetto ne cantantur recensiorum, più o meno, comunque sia sono stato senza internet, ma grazie ai cibernetici signori degli anelli sono di nuovo sul web(bbe). 
Premetto che non sono un fan del western, probabilmente perché sono nato nel 92 e non ho potuto vivere gli anni d'oro del genere o semplicemente perché non mi è mai andato veramente a genio.
Le mie uniche avventure nel mondo western le ho vissute grazie a Bud Spencer e Terence Hill, con qualche sporadico approccio al re incontrastato Clint Eastwood.
Assurdo che grazie ad una storia nata grazie ad una etichetta indipendente di fumetti, arrivata poi al grande pubblico grazie all'Editoriale Cosmo, mi sia galvanizzato a tal punto da voler rimediare a questa mia pazzesca lacuna.
La vicenda, almeno per quanto riguarda le prime quaranta pagine, è la solita. C'è tutto: ranger, nativi americani, messicani, revolver, cavalli impazziti e tanto, ma veramente tanto, piombo! L'ambientazione è quella tipica di un western che si rispetti, ma John Hays nasconde molte delle sue qualità migliori, almeno per quanto riguard la prima parte di lettura.
I disegni di Des Dorides sono semplicemente fantastici. Non lo nascondo, Des Dorides è il mio disegnatore italiano preferito, ha un tratto unico e un giorno mi piacerebbe tantissimo vederlo su una serie Image, tra le altre cose sono l'orgoglioso possessore di un suo sketch (un corrugatissimo primo piano di Battaglia). Adoro l'atmosfera che riesce a creare nelle sue tavole e John Hays non poteva che diventare un piccolo capolavoro grazie alla cupezza del suo tratto. Menzione speciale va fatta alle pagine 46 e 47, eccezionali grazie all'utilizzo di un inedito (almeno per quanto mi riguarda, ma io so ignorante!) effetto fish-eye, un risultato stupendo che fa di quelle due pagine un vero concentrato di azione.
Stefano Marsiglia e Michele Monteleone hanno regalato a Des Dorides una sceneggiatura fantastica sulla quale lavorare. Non sono riuscito a trovare un solo momento morto, anzi, credo di non essere riuscito a fermarmi neanche un momento durante la lettura.
I dialoghi non sono affatto forzati e non ricadono nei soliti cliché. Qualcuno potrebbe farsi ingannare dal vocabolario tipico del genere, ma d'altronde c'era da aspettarselo. I personaggi sono tutt'altro che scontati e sono davvero tutti brutti sporchi e cattivi, soprattutto per quanto riguarda i “VILLAIN”, anche se qui il concetto stesso di villain è piuttosto controverso, tra le altre cose John Hays è esistito davvero e ci tengo a precisare che questo del fumetto è di gran lunga superiore all'originale!
Mi è piaciuta molto la scelta di mettere in primo piano i rituali delle tribù dei nativi americani, anche perché la figura del trickster, del metà uomo e metà animale, è fondamentale nella loro cultura ed è uno degli aspetti più interessanti di queste civiltà, come anche tutte le creation story che si focalizzano sul mondo animale.
Se proprio dovessi trovare il pelo nell'uovo direi che l'unica pecca di quest'albo è l'essere auto conclusivo, almeno da quello che ho capito, mentre preferirei che gli autori dessero vita ad una vera e propria serie ongoing, perché il materiale visto in queste novantasei pagine è veramente molto valido. “Eh, ma alla fine è un prodotto nato in un etichetta indipendente, sai che schifezza!” Col cazzo! Anzi se fossi nei panni degli autori spingerei per poter alimentare quella fiammella che si accesa in tutte le persone che hanno apprezzato questo volume. Se mi state leggendo, vi prego, continuate a scrivere storie su John Hays (SPOILEEEEEROEIROEIRO) e su quello che resta dei suoi compagni!
Insomma in John Hays c'è tutto, se non l'avete letto andate a recuperarlo immediatamente!

Concludo col dire che è il primo fumetto western che io abbia mai letto e, se non dovesse mai uscirne un seguito, probabilmente sarà anche l'ultimo, non me ne voglia Tex!