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lunedì 12 ottobre 2015

Closer: Spaghetti Sci-fi!

Spesso nel nostro paese si sente parlare di Made in Italy. Talvolta ci si sofferma sull'importanza di esportare prodotti di qualità, il più delle volte però l'intero discorso è concentrato sulla moda e sulla gastronomia. Nell'ultimo periodo mi sono visto più volte avvilito pensando ai prodotti d'intrattenimento che il nostro bel paese esporta nel mondo. Certo Gomorra La Serie è stata una bella ventata d'aria fresca, considerando che sotto il profilo tecnico, lo show ideato da Roberto Saviano, è almeno un paio di spanne sopra a tutti gli altri prodotti seriali della TV italiana.
Perché tutte queste ciance sulla TV italiana? Molto semplice. Girando a caso su Youtube mi sono imbattuto in un simpatico corto di fantascienza in lingua inglese intitolato Closer. Mentre restavo affascinato dagli incredibili effetti speciali utilizzati per girare un corto a basso costo, mi sono reso conto che l'accento degli attori non era affatto quello di un madrelingua. Spulciando un pochino nelle informazioni è saltato fuori che il corto era totalmente italiano. Regista italiano, attori italiani, produttori italiani, insomma un vero e proprio prodotto Made in Italy.

Closer è uno short movie a limite tra la fantascienza e la commedia. Luke e Sarah si trovano nel bel mezzo di un bosco, intenti a campeggiare un po' di tempo tra gli alberi, ma la loro idilliaca scampagnata verrà bruscamente interrotta da una lotta interstellare tra un alieno simile ad un rettile e uno decisamente più simile alla razza umana.
Il regista, Angelo Licata, non è affatto alla prima esperienza, considerando la saga di Dark Resurrection, una serie di film dedicati e ispirati a Star Wars. Su Youtube è possibile recuperare i primi due film, mentre è in produzione il terzo volume, di cui potete diventare produttori partecipando alla campagna di crowdfunding di Rivera Film (casa produttrice di Closer). Nelle prossime settimane, con ogni probabilità, recensirò i primi due volumi, anche perché a giudicare dagli effetti speciali e dai costumi, veramente incredibili, si prospettano davvero interessanti!
La trama di Closer è semplice, le brevi battute studiate e mai ridicole, anche quando entra in gioco una comicità piuttosto spiccia. Forse si potrebbe chiedere di più solo sotto il profilo della pronuncia, ma sto andando veramente a cercare il pelo nell'uovo. Gli effetti speciali sono veramente pazzeschi, addirittura superiori a parecchi prodotti che fanno il giro del mondo, grazie a produzioni gigantesche e all'aiuto di mamma Hollywood!
Mi dispiace solo di aver trovato questo gioiellino così tardi, il corto è infatti uscito circa due anni fa, ma l'importante è che in un modo o nell'altro la mia fiducia in questo paese sia sensibilmente aumentata!

Il discorso iniziale sulla TV italiana non è un caso. Alzi la mano chi dopo aver guardato il corto, che vi linkerò a fine post, non resti perplesso davanti a prodotti come L'onore e il rispetto e Le rose di Eva. Ok, questi prodotti in Italia vendono tanto, ma gli italiani non possono amare solo questo genere di cose. In giro per il web è pieno di gruppi, pagine, forum, blog e chi più ne ha più ne metta che trattano di fantascienza, fantasy, horror e tanto altro. Mi chiedo come sia possibile che la programmazione della TV italiana sia così cieca davanti alla crescente comunità di appassionati di genere e di come possa continuare a spingere in televisione prodotti come quelli sopracitati.

Lo so, sono parole al vento, quello che conta è vendere un prodotto e non soddisfare i telespettatori, certo se si riuscisse a conciliare le cose sarebbe fantastico, ma a quanto pare impossibile.


sabato 26 settembre 2015

The Taking of Deborah Logan (2014)

E Dopo aver aperto il blog e averlo lasciato alla deriva per un po', finalmente mi sono deciso a postare qualcosa.

Solitamente non guardo questo tipo di film, non perché li considero prodotti mediocri, ma perché credo che il genere abbia ormai detto tutto quello che c'era da dire.
Proprio quando mi ero ormai abituato all'idea che le uniche pellicole degne di nota fossero The Blair Witch Project e la saga di Paranormal Activity (ovviamente non tutta), il mockumentary horror è riuscito finalmente a stupirmi positivamente!

Il film di cui voglio parlarvi è The Taking of Deborah Logan. Film è del 2014 diretto da Adam Robitel, al suo debutto come regista, ed è interpretato tra gli altri da Jill Larson, Anne Ramsay, Michelle Ang, Ryan Cutrona.
Una troupe di ragazzi intenti a registrare un documentario sugli effetti dell'Alzheimer riesce a mettersi in contatto con la figlia di Deborah, un'anziana signora affetta dalla malattia. La donna, a causa delle condizioni economiche e della situazione della madre, accetta immediatamente la proposta dei ragazzi, ignari dell'inquietante avventura che li attendeva.
La trama è semplicissima e, a primo acchito, potrebbe anche sembrare la solita solfa, ma The Taking of Deborah Logan riesce a scacciare questi dubbi fin dalle prime battute. I personaggi sono vivi, non delle marionette di carne pronte ad essere maciullate dal mostro di turno, riusciamo a percepire le personalità dei ragazzi, la sofferenza di Sarah (la figlia di Deborah) e soprattutto il disagio della povera malata.

Il film certo non è un capolavoro del cinema moderno, ci sono infatti anche i soliti cliché di genere, come per esempio il lavoro di montaggio delle videocamere all'interno della casa con tanto di avvenimenti fuori dal comune, ma nonostante tutto il film riesce a far passare queste piccole sbavature in secondo piano.
Le finte riprese del documentario riescono nell'intento di dare alla vicenda un tono veritiero, sono sicuro che se fosse stato girato come un normalissimo horror movie non avrebbe reso allo stesso modo.

Ben presto l'Alzheimer verrà sostituito dal paranormale. Dalla malattia si passa alla possessione. Deborah passa dall'essere la povera vecchietta indifesa al divenire il mostro. Forse uno dei veri punti di forza del film è la trasformazione della protagonista, un cambiamento curato nei minimi dettagli e non solo grazie al fantastico lavoro dei make up artist, ma anche grazie all'incredibile interpretazione di Jill Larson.
La malattia e l'elemento sovrannaturale crescono di pari passo e trasformano lentamente Deborah, facendola quasi cambiare pelle, come se l'anziana donna fosse un serpente.
Ho amato davvero tanto l'attenzione che è stata data al processo di cambiamento, non solo perché in qualche modo collega una volontà del tutto stilistica alla trama, ma perché il passaggio da vecchietta a mostro ci fa vedere più da vicino, anche se in modo assurdo e innaturale, l'evolvere di una malattia così aggressiva come l'Alzheimer e di come quest'ultima possa distruggere una famiglia.
È difficile trovare un horror intento a voler trasmettere un messaggio, almeno ultimamente. Un film che vi consiglio è Babadok, un'altra pellicola dell'orrore che esula dalla mera suspense.

The Taking of Deborah Logan oltre a trasportarci nel mondo delle possesioni e del macabro riesce a trasmetterci il dramma di una famiglia colpita da un disgrazia come l'Alzheimer. La vera marcia in più di questo film è la volontà di raccontare qualcosa, dunque non solo quella di spaventarci con qualche effetto speciale, ecco perché la pellicola di Adam Robitel spicca in un genere dove il più delle volte la vera suspense è creata dall'assurdo dubbio che si insinua nello spettatore: ci sarà una sceneggiatura o no dietro quella porta?